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News on Alopecia Areata

La prognosi dell’Alopecia Areata
R. D’Ovidio, Bari
AIDA-Tricologia


 

La comparsa e l’ evoluzione clinica delle lesioni dell’ Alopecia Areata sono notoriamente difficilmente prevedibili.

La vecchia classificazione clinica proposta da Ikeda (1) ha il merito di legare il fattore prognostico ad un terreno individuale predisponente (atopico,”preipertensivo”,autoimmune) e mantiene ancora oggi la sua validità nel considerare i soggetti più giovani ed atopici come quelli destinati ad una più lunga persistenza della malattia ed alla più frequente evoluzione in A. Totale/Universale. La predisposizione genetica alle forme più gravi sembra essere dimostrata dalla presenza di specifici markers immunologici, ma la presenza della malattia solo nel 55% dei gemelli monocoriali farebbe risaltare l’importanza anche di fattori ambientali determinanti.

Segni classici di attività della malattia sono il Pull Test positivo, i tipici peli a punto esclamativo e i peli “cadaverizzati” ai margini delle chiazze in espansione- (2) Un fattore prognostico negativo sarebbe inoltre la presenza di un eccesso di peli in telogen in zone clinicamente indenni (3).

Un elemento di confusione può essere il riscontro di peli a punto esclamativo con aspetti di Anagen Distrofico (4) o normale ove la noxa sia meno intensa o nelle fasi di remissione spontanea o farmacologica della patologia (5).

Il riscontro dermoscopico di yellow dots e cioè di orifici follicolari dilatati, ripieni di sebo e/o frammenti pilari è tipico dell’AA (6) e tende a regredire nelle fasi di remissione, grazie all’effetto “scovolino “ del pelo in ricrescita.

Maggiori informazioni sul comportamento evolutivo delle chiazze potrebbero essere fornite da una biopsia o -molto più praticamente- da un tricogramma perilesionali. L’esame microscopico ci può fornire l’opportunità di individuare danni follicolari anche di recentissima insorgenza e potrebbe essere quindi utile sia a livello prognostico che come spia dell’efficacia dei trattamenti.

 

 

Bibliografia

  1. Ikeda T. A new classification of Alopecia Areata. Dermatologica. ,1965;131,4212
  2. Diseases of the hair and the scalp R.Dawber Ed. Blackwell Science,1997
  3. Peereboom-Wynia JD, Beek CH, Mulder PG, Stolz E.The trichogram as a prognostic tool in alopecia areata. .Acta Derm Venereol. 1993,73,280
  4. Whiting DA. Histopathologic features of alopecia areata: a new look. Arch Dermatol. 2003,139,1555.
  5. d’Ovidio R. Il pelo a punto esclamativo. Dermatol Ambul.2000;3:39-40
  6. Micali.

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