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Focus on Terapia: Cinque molecole "creative"

Tazarotene
S. Chimenti

Clinica Dermatologica - Università degli Studi di Roma Tor Vergata


 

 

 

 

Il tazarotene è un retinoide acetilenico sintetico di terza generazione, che, dopo applicazione topica, penetra rapidamente nello strato corneo, dove per deesterificazione viene convertito nel composto attivo, l’acido tazarotenico. Tale composto è selettivo per la classe di recettori nucleari RAR (RARβ and RARγ). Il complesso retinoide-recettore modula la trascrizione genica, sia direttamente, legando le regioni promoter dei geni target, sia indirettamente, modulando l’azione dei fattori implicati nella regolazione della trascrizione nucleare come la AP-1, o controllando l’espressione dei geni codificanti questi fattori. Il primo meccanismo d’azione rende ragione degli effetti retinoidi-mediati sul differenziamento cellulare, il secondo, attraverso AP-1 è legato agli effetti antiproliferativi. Il tazarotene è stato inizialmente sviluppato per il trattamento di affezioni cutanee caratterizzate da iperproliferazione cellulare, come la psoriasi e le ittiosi.

Successivamente, facendo seguito alle prime osservazioni preliminari, è stata dimostrata la notevole efficacia terapeutica del tazarotene topico nel trattamento del carcinoma basocellulare. L’elevata percentuale di risposte terapeutiche, in assenza di effetti collaterali di rilievo, hanno attualmente conferito a questo retinoide un posto di rilievo nella terapia medica del carcinoma basocellulare. Il meccanismo d’azione antitumorale non è ancora ben chiarito, ma grazie al risultato di recenti studi, si ipotizza connesso alla capacità di questo retinoide di modulare l’espressione di uno specifico subset di geni che induce l’arresto del ciclo cellulare, la differenziazione o l’apoptosi.

Negli USA il tazarotene è approvato anche per il trattamento topico del fotoaging e le ultime, promettenti acquisizioni sperimentali lasciano presupporre anche un possibile ruolo del tazarotene nella chemo-prevenzione dei carcinomi cutanei fotoindotti.

L’efficacia del tazarotene nella psoriasi volgare a placche di grado lieve e/o moderato è ben documentata modulando sulla cute l’infiammazione, la differenziazione e la proliferazione cheratinocitarie, processi coinvolti nella patogenesi della malattia.

Con lo scopo di migliorare il profilo di tollerabilita' e di conseguenza la compliance al trattamento, è stata recentemente introdotta e validata una nuova modalità di utilizzo del farmaco. Tale modalita' consiste in una terapia “short contact”, rimuovendo cioè il prodotto con acqua dalla lesione trattata a distanza di circa 20 minuti dall’applicazione.

Il tazarotene è altamente efficace anche nella terapia della psoriasi ungueale, probabilmente agendo sulle cellule della matrice e del letto ungueale. Presso il nostro istituto è stato condotto uno studio aperto che ha dimostrato l’efficacia e la sicurezza del tazarotene gel 0,1% applicato, in modalità non occlusiva, sulle unghie delle mani e dei piedi.

Così come atltri retioidi, il tazarotene può essere impiegato con successo anche nel trattamento topico dell’acne volgare.

La terapia topica con tazarotene è stata recentemente proposta anche nel trattamento della lentigo maligna, in pazienti anziani in cui il trattamento chirurgico non è attuabile, mostrando risultati sorprendenti. La terapia consisteva nell’applicazione di tazarotene 0.1% per 6-8 mesi fino alla completa regressione clinica, confermata anche istologicamente, e senza evidenza di recidive dopo un folow-up di 18-30 mesi.

Infine, una ultima promettente applicazione riguarda il tazarotene come terapia adiuvante nel trattamento delle lesioni refrattarie di micosi fungoide.

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